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Tecnologie per il prosciugamento dei muri umidi: conclusione tecnica

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conclusione tecnica
L’intonaco aggrappante contro l’umidità di risalita nei muri, che appoggia direttamente sul muro, é formato da una matrice di carbonato con tratti di componenti di quarzo. Nella matrice sezionata ci sono numerosi pori che risultano riempiti in modo parziale da precipitazioni successive di calcite. Tra i pori distribuiti in modo irregolare, appaiono delle crepe brevi e delle scanalature in quantità ridotta, con una lunghezza di pochi micron. La superficie di taglio che si trova a 5 mm. di distanza dal campione n.1, già non presenta più tali crepe e nel complesso é più omogenea e compatta. In quel punto diminuisce anche il numero di rosette di calcite formate secondariamente.

Nella parte più esterna dell’intonaco aggrappante si trova pure magnesio, che può ugualmente essere considerato come matrice ma  è stato eliminato sul lato a contatto con il muro a causa della sua più facile solubilità in acqua. Gli altri elementi chimici riscontrati, come lo zolfo ed il cloro, non appartengono ai componenti diretti del materiale dell’intonaco. Sono stati, infatti, apportati a quest’ultimo o dal successivo intonaco a schiuma o dalle acque capillari presenti nel muro. Per questa ultima interpretazione parla la diminuzione della concentrazione di ambedue gli elementi, in direzione verso l’esterno dell’intonaco.

In seguito a questi riscontri si può dire che soltanto il lato interno dell’intonaco aggrappante a contatto con il muro é stato intaccato leggermente da procedimenti di solubilità e di ri-precipitazioni, mentre già ad una distanza di soli 5 mm. dal muro, a contatto con il secondo strato di intonaco, quello a schiuma, nessuna modifica si é verificata. Pertanto, non sono riscontrabili danni all’intonaco a distanza di più di sei anni dalla sua applicazione su una muratura molto bagnata.

Emungere e deassorbire l’umidità in eccesso dalle murature umide

Come sia stato possibile mettere a punto la tecnologie per emungere e deassorbire l’umidità in eccesso dalle murature umide, risulterà comprensibile solo se si esamineranno prima le caratteristiche tecniche dell’intonaco a schiuma.
Quest’ultimo é stato analizzato anche dall’Ente per la prova dei materiali destinati all’edilizia dell’Università Tecnica di Monaco di Baviera la quale, in data 12 febbraio 1975, ha rilasciato al termine d1 una lunga serie di prove, il seguente ”Giudizio tecnico sull’umidità dell’intonaco a schiuma”.

In conclusione, si possono mettere in evidenza le seguenti caratteristiche tecniche riguardanti l’umidità dell’intonaco di cemento esaminato:

– I campioni di intonaco possiedono ,a seconda della loro lavorazione e del loro costipamento, vuoti tra il 50%  ed il 58 % in volume (ricavato dal peso specifico apparente e quello effettivo).

Se i campioni vengono immersi in acqua, la saturazione d’acqua è compresa tra il 10% e il 15 % in volume. Ciò significa che circa i due terzi dei vuoti rimangono pieni di aria.

Nella preparazione dell’intonaco contro l’umidità, la schiuma aggiunta forma dei vuoti, nei quali non può entrare acqua. La schiuma, quindi, dona all’intonaco delle caratteristiche idrofobe. Questa osservazione viene confermata anche dal fatto che gli intonaci con maggior volume di pori (più schiuma oppure schiuma più stabile), durante l’immersione in acqua assorbono meno acqua di quegli intonaci che possiedono meno porosità.

Gli intonaci esaminati possiedono, nonostante una porosità totale elevata, soltanto il 2,5 % circa, in volume di micropori. L’umidità igroscopica a 20°C non può, pertanto, superare il 2,5 % in volume. La maggior parte dei pori dell’intonaco, in condizioni climatiche normali, é riempita d’aria. Da questo,poi,risulta un buon effetto come barriera termica.

L’intonaco esaminato possiede minime capacità di assorbimento capillare, ma un’ottima permeabilità al v.a., questo ha come conseguenza una buona capacità di deassorbimento di v.a. rendendo quindi L’intonaco idoneo a de-assorbire occasionali punte di umidità.

E con ciò sono adempiute le richieste indicate alla premessa per gli intonaci da interno.

L’intonaco esaminato si essicca rapidamente. Questo dipende, da una parte dalla bassa umidità di saturazione (un terzo del volume totale dei pori é riempibile, al massimo,con acqua), dall’altra parte dalla buona permeabilità al vapore.

Nella maggior parte dei casi, durante il processo di essiccazione, la zona di prosciugamento sarà all’interno dell’intonaco. Questo significa che difficilmente potranno verificarsi delle efflorescenze.

Se si trattasse invece di umidità che sale dal terreno, é consigliabile prevedere un intonaco di fondo con aggiunte impermeabilizzanti. Con questo intonaco di fondo passa meno acqua di quella che può normalmente essiccare tramite diffusione attraverso l’intonaco di finitura (strato superiore). Questo significa che i sali solubili rimangono nel muro e non possono danneggiare l’intonaco.

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