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Perizia del Prof. W. Ernst dell’istituto di geologia e paleontologia dell’università di Tübingen

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Poiché un campione dell’intonaco aggrappante applicato a sprizzo su una muratura molto bagnata e che presentava efflorescenze di minerali e una forte crescita di alghe é stato già analizzato presse l’Istituto di Geologia e Paleontologia della Università di TüBINGEN, con il microscopio elettronico analitico (stereoscan), cui si é aggiunta parallelamente una analisi chimica semi-quantitativa a mezzo dei raggi röntgen, riteniamo opportuno trascrivere quanto é risultato dalle analisi citate, volte a chiarire se il lato interno dell’intonaco avesse subito, per causa delle acque presenti, così come per causa di sali cristallizzati, danni riconoscibili nella zona di evaporizzazione”, quella in cui l’acqua libera si trasforma in vapore acqueo.

perizia tecnica umidità

Esito della prova

” La fotografia al microscopio elettronico analitico del campione n.1, quello a diretto contatto con il muro, presenta una superficie con numerosi pori sezionati. La matrice, secondo l’immagine allo stereoscan e il risultato ai raggi X, é costituita da particelle strutturali di carbonato di calcio, quarzo e feldspato.

Nei pori sezionati si possono osservare delle rosette di calcite, probabilmente di formazione secondaria.

La calcite e altri cristalli possono essere osservati, inoltre, in forma di lastra e di ago in aggregato, con un ordine di grandezza inferiore ai 0,5 /µ (= 0,0005 mm.). La superficie di questo lato tagliato dal muro si distingue particolarmente sia a causa di alcune crepe, distanziate di poco, tra i pori, ma anche per le screpolature da ritiro, a forma di stella, che possono essersi verificate durante l’essiccamento dell’intonaco.

Come componenti chimiche principali, con l’aiuto dell’anal1s1 röntgen difratta, si potevano rilevare alluminio (Al), silicio (Si), zolfo (S), cloro (Cl), calcio (Ca) ed il ferro (Fe). La presenza di Al, Si, Ca, e Fe va senza alcun dubbio ricollegata alla matrice, mentre S e Cl possono in pratica essere derivati da componenti pervenuti in un secondo tempo. A confronto Al e Si sono in forte concentrazione, mentre il Cl é contenuto in quantità maggiore dello zolfo.

La superficie del campione n.2, rappresentante lo strato di intonaco alle spalle del campione n.1 ma a distanza di 5 mm. dal muro, orientata verso il locale, allo stereoscan assomiglia al campione n.1 per quanto riguarda i pori e la loro distribuzione. Le rosette di calcite, invece, in confronto al camp1one n.1, sono meno frequenti. Secondo l’analisi röntgen difratta puntiforme, queste non contengono magnesio e neppure zolfo ed anche il ferro non é presente.

L’analisi dice che qui si tratta di formazioni di calciti pure, le quali si sono cristallizzate probabilmente in un secondo tempo nei pori del campione. Mancano le screpolature e le crepe apparse nel campione n.1, e questo campione n.2 ha, nella sua entità, un aspetto più denso e più compatto.

Sono stati rilevati come componenti chimici principali Mg, Al, S, K e Fe. Il Si e il Ca hanno all’incirca lo stesso ordine di grandezza come nel campione n.1. E’ diminuito lo zolfo e non é presente il cloro. Appaiono come nuovi, invece, Mg e K. Quest’ultimo elemento dipende probabilmente dal feldspato oppure dalla mica della sabbia aggiunta.

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